sabato 8 maggio 2010

Ruggiero Del Sordo, sportivo






Il 10 dicembre 2009 si spegneva il Cav. Ruggiero Del Sordo,un uomo di altissimo spessore morale , che aveva il senso delle Istituzioni e che alle stesse si avvicinava con il più leale spirito di servizio ,battendosi per il loro maggior bene.

Gli piaceva definirsi fedele servitore dello Stato e dello Sport puro e disinteressato

Il Cav Ruggiero Del Sordo,nacque a Giulianova il 28.11.1937 da Castorani Filomena e Nicodemo Del Sordo.

Per parte materna discendente della famiglia Mucci del ramo dei Medici di Firenze, infatti la nonna si chiamava Erminia Mucci dei Signori di Campli.

Da parte paterna il nonno Ruggiero Del Sordo era proprietario delle colonie Del Sordo già sotto gli Acquaviva.

Partì dalla sua Giulianova nel 1958 per far parte della Polizia di Stato.

Dopo breve permanenza a Bolzano, fu trasferito a Napoli, dove militò nelle “Fiamme Oro”, gruppo sportivo della Polizia per la Disciplina della Lotta Libera e Greco Romana; conquistò molte medaglie vincendo numerosi Campionati Italiani.

Nel 1965 partecipò alla selezione per far parte della squadra politica della Prefettura di Napoli, fu assegnato al Gabinetto del Prefetto diventandone persona di fiducia, tanto che gli fu assegnato un alloggio al quarto piano per abitarvi con la moglie e i figli. Vi restò per 36 anni. Lavorò con ben 13 Prefetti che si succedettero durante il lungo tempo del suo lavoro e, con cui divise sempre un’amicizia privilegiata,dovuta al suo carattere forte,leale , sincero ed ebbe sempre grande abnegazione per l’importante lavoro cui era assegnato

Per l’alta stima e il rispetto, per l’alto senso del dovere e per l’abnegazione per la carica che rivestiva, fu definito “Abruzzese forte e gentile”. Fece parte dell’Associazione “abruzzesi a Napoli”.

Grande e affettuosa amicizia lo legava a Sua Eminenza Monsignor Cardinale Corrado Ursi, tanto che lo accompagnò e gli stette vicino durante le Sua visite al Convento dei Santi Sette Fratelli in Mosciano S.Angelo (Chiesa e Parrocchia dove,Ruggiero era stato battezzato ed aveva ricevuto la Prima Comunione)

Una prima volta accompagnò il Cardinale Ursi in occasione del 3° Centenario dell’Incoronazione della Madonna del Casale 1989 a seguito della richiesta di Padre Carmine Serpetti

La seconda volta, il Cardinale ritornò, sempre su interessamento di Ruggiero, che lo accompagnava costantemente anche per mostrargli la sua terra, su invito del Sindaco di Mosciano Sig. Claudio Ruffini, che gli consegnò la chiave della città

Conobbe le più alte cariche dello Stato Italiano ed Estero, ad es.: Papa Giovanni XXIII, Regina Elisabetta, Presidente francese Mitterand, Gagarin e la cagnetta Laika.il Presidente Pertini ecc.

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Amò la sua famiglia, lo Stato,lo Sport e la sua Giulianova, dove rientrò nella sua casa appena lasciato il servizio presso la Prefettura.

Nel 1986 fondò “l’Atletic Club Giulianova”, società di Lotta Libera e Greco Romana che ha portato il nome di Giulianova ai vertici delle classifiche italiane ed estere.

Per la sua onestà ed il suo amore puro per lo Sport vero, il Presidente CONI, Petrucci, lo onora con la “Stella d’Oro” al merito sportivo, il più alto riconoscimento del CONI, un onore riservato a pochi in Abruzzo. Nel frattempo la Fijlkam gli consegna la medaglia d’oro al valore sportivo.

1963 Encomio del Ministero dell’Interno per aver salvato due persone nel Golfo di Napoli;

1981 diploma e medaglia del Presidente della Repubblica per le popolazioni colpite dal terremoto del 1980;

1988 Croce d’Argento del Ministero dell’Interno per il servizio svolto;

2006 Medaglia d’Onore al merito sportivo della Federazione Italiana Lotta Pesi Jiudo

2007 Stella d’Oro al Merito Sportivo del CONI (la più alta onorificenza sportiva);

2008 Cavaliere “dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”

2009 Stella di Bronzo del CONI alla sua società.

Ricordiamo un uomo che ha meritato in vita la massima considerazione ed ora riscuote il più sentito rimpianto

Grandi funerali si sono svolti nella sua chiesa la Madonna degli Angeli del Convento di Mosciano, tante le Autorità Civili , Militari e Sportive Presenti,ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio c’erano tutte le persone della Sua Giulianova che lo stimavano

sabato 13 febbraio 2010

Maria Mosca. Poetessa

NOTA BIOGRAFICA

Maria Mosca è nata nel 1927 a Giulianova (TE) ed ivi ha sempre risieduto con la sua famiglia. Pensionata, ha dedicato tutta la sua vita al mondo della scuola, come Insegnante. L'esperienza poetica nasce subito dopo una breve parentesi culturale nel mondo della pittura, in cui si è soffermata per poco tempo in qualità di autodidatta, dopo aver dato alla luce alcuni preziosi dipinti. Sfoggiando soprattutto un repertorio di ricordi (colori, profumi, paesaggi, microeventi) che compaiono ora anche in chiave poetica esplicitamente, lungo tutto il corso del suo sviluppo letterario. Ha ottenuto alcuni riconoscimenti nazionali, per la poesia inedita: Vincitrice Premio Letterario Roseto 1999 “Poesia Medicina dell’Anima”; Città di Giulianova Vincitrice Premio di Poesia Poeti dell'Adda 1999 IV Edizione; Vincitrice Premio Letterario Anfiosso 2000; Segnalata Premio Letterario Internazionale “Jacquès Prèvert” 2007; Segnalata Terzo Concorso “Premio di Scrittura creativa Lella Razza 2007 “L'AMICIZIA E... L'IMPEGNO” di Lodi; Vincitrice Premio Letterario Cologna Spiaggia 2009 "Natale in Versi"; Vincitrice Premio Letterario Cologna Spiaggia 2010 “Nascere e Rinascere”, con la poesia UN NIDO NUOVO che darà anche il titolo alla sua prossima pubblicazione edita, che non include tutte le poesie della sua produzione, ma sicuramente alcune tra le più significative.

UN NIDO NUOVO

L’Autunno le foglie arrossa.

A pioggia cadono e sono

ordito e trama dentro me.

Tessuto di tristezza si prepara

ma le tue mani sanno accarezzarlo

e fiori nascon dalle foglie morte.

Si sgretola, sì, il mio tempio

giù quel che vacilla e trema

quasi polvere è la via.

Dal mio deserto guardo gli occhi tuoi,

in essi vedo mille stelle verdi

sai prepararmi un dolce nido nuovo.

Rincorro i giorni, trepida,

ricerco la serenità

che trovo sol vedendoti

Quanto ti voglio bene! … E’ la tua frase,

la forza che mi dai tocca le vette

non più sperduta e sola nel cammino.

Ti feci nascere quel giorno,

tu mi fai rinascere ogni giorno.

NOTA CRITICA

La poesia di Maria Mosca - possiamo asserire – non è derivata, rarefatta o cristallizzata, rappresenta una realtà purificata da ogni contingenza e scoria ed inoltre possiede il dono dell’equilibrio, rispettando lo scopo vero di produrre l'incantamento pur mantenendo le giuste referenze al reale.

La lontananza da concezioni astratte ed intellettuali la rendono perfetta, pur rimanendo affare per pochi: creazione di versi, magia di lettura, festa che l'Intelletto prepara al Cuore, nel suo stato più bello e più puro.

Festa: gioco, ma solenne.

Poesia non solo come ricerca di astratta e immateriale perfezione, ma soprattutto spirale dei sentimenti, tensione metafisica, lascito delle diverse e multiformi relazioni del linguaggio con gli effetti che esso produce sugli uomini, attraverso le risonanze delle parole che approdano a testi brevi dove, l’Area pragmatica del linguaggio e le forme logiche ed anche le abitudini, s’incontrano presto o tardi con l'irrazionalità e la metafora.

La iterazione di suoni è favorita dalla brevità dei versi e dall'incalzante susseguirsi di voci verbali legate da affinità fonica ma interessate non più di tanto al virtuosismo linguistico, con intatto e pieno il significato di esercizio letterario dotato di una propria autonomia.

In alcuni passaggi la poetessa sale sulla scena tragica del mondo e da voce alla coscienza e ai conflitti interiori degli uomini, riverbera i riflessi degli angoli di vita (affetti) più cari.

Infatti, alcune delle poesie sono scritte da una nonna-mamma-moglie per raccontare, con occhi lirici e affettuosi, la propria famiglia, conferirle una forte carica di atemporalità racchiusa fra unità e molteplicità ed infine donare più genericamente corpo alla vicenda metafisica della lotta per esistere, attraverso territori fisici, che spesso coincidono con i territori dell’anima.

Maria Mosca, pittrice, quando scrive poesia diviene pittrice del mondo, autrice di un unico grande affresco, che ha un dentro e un fuori, un prima e un dopo ed offre infine una suggestione palpabile in cui s’incontrano, al più alto grado, messaggio etico e forza stilistica.

La porta si apre e la sua casa racconta se stessa e le storie a lei più care, che ripercorrono momenti significativi… vi sono personaggi che vivono laddove regna il «riso amaro» e la penna di Maria, descrive scenari che affondano le radici nel passato per proiettarsi poi prontamente nel futuro, come nella bellissima poesia UN NIDO NUOVO.

Un cuore, quello di Maria, raccontato nella dimensione del riscoprire paesaggi emozionali unici, passo dopo passo seguendo il ritmo appassionato di sentimenti cantati e di dolori raccontati con rara delicatezza.

E a cantarli e raccontarli è una donna che ogni volta compone il disegno di una famiglia di gente per bene, disgelando a poco a poco quel "vero poetico" di manzoniana memoria.

Una poesia asciutta, senza ornamenti, che restituisce un quadro sociofamiliare di sicuro impatto, essa parla la stessa lingua che alimenta tutte le creature.

Quella delle emozioni.

Protagonisti la parola e il suo colpo definitivo: l’amore per la parola a deposito dell’anima.

Parola e silenzio stanno l'una sull'altro in quella che è soprattutto in arte del levare.

Un lieve lavoro di scavo e cesello misto a grumi di sensazioni e sentimenti mai troppo dimenticati, tensioni e aspirazioni liberatorie è riconoscibile all’interno di sparute assonanze e dissonanze ed offre un radicale esempio di rinnovamento formale.

ANTONIO LERA